Quella notte dormii nella stanza degli ospiti. Jess era sdraiata accanto a me, rannicchiata sul piumone, come faceva ai tempi del college.
"Stai bene, T?"
"No. Ma non sono più confuso."
Mi ha stretto la mano.
"Sono così orgogliosa di te per aver tenuto duro, Tara."
Osservai la luce del corridoio diffondersi sul pavimento.
Si dice che il silenzio sia vuoto, ma non lo è. Il silenzio ricorda.
E in quel silenzio, finalmente ho sentito la mia voce: chiara, ferma, e ho smesso di fingere.
Essere soli non significa sempre sentirsi soli.
A volte è il primo passo verso la libertà.
