Lui si limitò ad annuire. I suoi occhi si riempirono di dolore, ma non protestò. Si alzò in silenzio, come un mendicante respinto.
Ma prima che potesse andarsene, gli presi la mano, mi inginocchiai e dissi: "Papà... tu sei il mio vero padre. Come possono esserci debiti tra noi? Mi hai dato tutto. Ora tocca a me prendermi cura di te".

Scoppiò a piangere. Lo strinsi forte, piangendo anch'io.
Da quel giorno visse con noi. Mia moglie lo accolse calorosamente, trattandolo come un padre. Sebbene anziano, continuava ad aiutarci in casa e spesso viaggiavamo insieme.
A volte le persone chiedono: "Perché tratti così bene il tuo padre adottivo quando prima non poteva darti molto?"
Rispondo sempre: "Ha pagato la mia istruzione con il suo sangue e la sua giovinezza. Forse non è il mio sangue, ma è mio padre sotto ogni aspetto".
